Bergamo: Corso di aggiornamento ADR – Lotta la bullismo e cultura della legalità

 

Si è tenuto a Bergamo presso il Liceo linguistico G. Falcone, il nuovo corso di aggiornamento indetto dall’Associazione ADR in collaborazione con lo Snadir dal titolo “Educare alla cittadinanza europea, lotta al bullismo e cultura della legalità”.

 

I lavori del convegno sono stati aperti dalla Prof.ssa Marisa Scivoletto, direttrice dei Corsi Adr, e hanno visto i saluti del Prof. Giuseppe Favilla, Segretario regionale Snadir e Coordinatore regionale Gilda-Unams per la Lombardia, della Dott.ssa Gloria Farisé, Dirigente scolastico Liceo Linguistico "G. Falcone" e Presidente provinciale ANP, della Dott.ssa Mavina Pietraforte, Dirigente tecnico, Ufficio scolastico regionale per la Lombardia, della Dott.ssa Patrizia Graziani, direttrice territoriale per la Lombardia e della Dott.ssa Loredana Poli, assessore all’istruzione del Comune di Bergamo.  
 
Relatori del convegno, moderato dal moderato dal Dott. Lucio Raspa, Segretario Generale del CELM, sono stati il Prof. Ivo Lizzola, docente ordinario di Pedagogia presso l'Università di Bergamo, che ha parlato del ruolo strategico e decisivo della scuola nella risoluzione delle problematiche legate agli atti di bullismo e di cyberbullismo.

 

Gli insegnanti – ha dichiarato il Prof. Lizzola – hanno il dovere di comunicare una promessa: è questo che viene chiesto alla scuola, di assumere una certa profondità, di comunicare un’idea di possibilità.  La scuola deve saper costruire un’idea di mondo, soprattutto in un contesto multiculturale e plurietnico come quello di oggi. Per questo motivo è doveroso indirizzare i nostri studenti verso i concetti ampissimi di Identità e di Cittadinanza europea: per offrire, non vecchi valori o antichi modi di sapere e di conoscere, ma delle soglie di futuro rispetto alle quali uno studente  possa immaginare il proprio percorso biografico e sociale.
 
Segue l’intervento del Prof. Andrea Porcarelli, Professore associato in Pedagogia presso l'Università di Padova, che ha indagato l’importanza del concetto di Cittadinanza europea in un contesto scolastico sempre più multiculturale.

 

Citando Platone e la meravigliosa metafora della città interiore, il Prof. Porcarelli ha insistito sull’idea che i nostri studenti non vadano “governati”, ma accompagnati nell’esercizio della libertà attraverso l’insediamento di uno stato, una costituzione, che coltivi la loro parte migliore e che accresca le competenze personali, interpersonali e interculturali che consentono alle persone di partecipare in modo efficace e costruttivo alla vita sociale e lavorativa, in particolare alla vita in società sempre più diversificate.

 

La mattinata prosegue con l’intervento della Prof.ssa Ilaria Folci, Docente di ricerca presso l’università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, che ha tenuto una relazione sul fenomeno del bullismo indicando alcune tecniche e strategie educative di intervento per il superamento delle discriminazioni tra minori.
 

 

La scuola – ha ricordato la Prof.ssa Folci – deve mantenere la sua funzione di luogo educativo e conservare il suo impegno civico e sociale nell’educazione degli studenti. Educare, però, non vuol dire soltanto dare allo studente una quantità sempre maggiore di conoscenze, bensì costruire con lui uno stato interiore e profondo che lo orienti in un senso definito, non solamente durante il periodo scolastico, ma per tutta la vita.

 

L’intervento finale della Dott.ssa Adriana Battaglia, dirigente scolastico e giornalista, ha poi messo in risalto l’importanza dei modelli di dirigenza europea per il superamento del bullismo in contesti scolastici complessi, privilegiando il valore delle dinamiche psicopedagogiche, come strategie applicabili al contrasto del fenomeno, con costante riferimento alle neuroscienze.

 

L’intervento conclusivo del Segretario Nazionale e Presidente dell’Adr, Prof. Orazio Ruscica, ha poi brillantemente riassunto l’importanza del tema della dimensione europea dell’educazione citando le Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione alla luce dei nuovi scenari giuridici e dei grandi mutamenti sociali.

 

L’educazione alla cittadinanza e alla legalità – ha sottolineato il Prof. Ruscica –  diventa un obiettivo strategico ed essenziale che la scuola è chiamata a realizzare, favorendo la formazione di una coscienza libera e responsabile e fornendo gli strumenti culturali necessari per capire i processi di cambiamento e per potersi inserire da protagonisti nella società e non da sudditi.

 

Lo aveva capito molto bene don Lorenzo Milani che, a Barbiana, aveva appunto fondato una scuola per i suoi ragazzi poveri ed emarginati, altrimenti destinati ad essere uno “scarto” della società, per farli invece diventare “cittadini sovrani”.
L’incontro si è protratto fino al pomeriggio con una serie di laboratori didattici dedicati ai docenti.
 
Professione i.r.  15 febbraio 2019