Roma: Corso di aggiornamento Adr - Educare al dialogo interculturale

Si è tenuto a Roma presso l’Hotel Nazionale, il nuovo corso di aggiornamento indetto dall’Associazione ADR in collaborazione con lo Snadir dal titolo “Educare al dialogo interculturale – l’insegnamento della religione nella scuola che cambia”.

I lavori del convegno sono stati moderati dal Dott. Alessandro Giuliani, direttore responsabile del portale La tecnica della scuola.
Relatori del convegno sono stati il Prof. Andrea Porcarelli, Professore associato in Pedagogia presso l’Università di Padova, che ha indagato il profilo pedagogico dell’insegnante di religione in un contesto sempre più multiculturale, sottolineandone l’importanza su un piano non solo educativo, ma sociale, umano.
Lo studio della religione cattolica – ha ricordato il Prof. Porcarelli – promuove, attraverso un’adeguata mediazione educativo-didattica, la conoscenza della concezione cristiano-cattolica del mondo e della storia, come risorsa di senso per la comprensione di sé, degli altri e della vita. L’Irc – ha continuato Porcarelli – affronta la questione universale della relazione tra Dio e l'uomo, e offre contenuti e strumenti per una riflessione sistematica sulla complessità dell'esistenza umana nel confronto aperto fra cristianesimo e altre religioni, fra cristianesimo e altri sistemi di significato. L'Irc, nell'attuale contesto multiculturale, mediante la propria proposta, promuove tra gli studenti la partecipazione ad un dialogo autentico e costruttivo, educando all'esercizio della libertà in una prospettiva di giustizia e di pace.
 
Segue l’intervento del Sen. Mario Pittoni, che ha a lungo parlato della Legge 186  del 2003. Pittoni ha ricordato che “il progetto di concorso riservato e straordinario è già pubblico, per chi insegna da oltre tre anni di servizio, essendo stato inserito nel Decreto Semplificazioni, salvo poi essere eliminato dal Capo dello Stato, alla pari di molti altri, il quale ha chiesto di approvare un decreto non di tipo omnibus”.

Quel disegno di legge, risultato di una trattativa che va avanti da un anno e mezzo, è in fase molto avanzata a livello politico: è suscettibile di cambiamento ma non in questa fase, ha sottolineato il politico leghista. Quello che è certo – ha continuato – è che la strada è aperta: siamo alla stretta finale, perché il documento possa essere approvato dal Governo. Una volta che sarà partito l’iter legislativo, con i tempi di attuazione che dipenderanno molto dalle parti interessate, a quel punto ci saranno tutti i presupposti per arrivare all’approvazione.
Interviene allora il Prof. Orazio Ruscica, segretario nazionale dello Snadir, che ha ribadito il fatto che la ratio del dispositivo dovrebbe essere quella di garantire la stabilizzazione completa di coloro che insegnano religione cattolica da oltre un triennio e di risolvere definitivamente anche la questione degli idonei del primo concorso che per anni hanno atteso di essere stabilizzati.
Tale obiettivo ­– ha ricordato il Prof. Ruscica – non può essere aggirato con interventi superficiali e non risolutivi. Ne va del futuro di oltre 15 mila precari, che da anni aspettano una doverosa risposta dalle istituzioni. La risposta normativa dev’essere strutturale in quanto deve mirare a cancellare definitivamente la vergognosa condizione lavorativa nella quale sono tenuti da decenni gli insegnanti di religione.
Ciò che ci aspettiamo – ha ribadito Ruscica – è una procedura concorsuale straordinaria con la sola prova orale non selettiva con successiva graduatoria ad esaurimento, revisione dell’inadeguata quota di organico del 70%: sono questi i punti sui quali lo Snadir ha insistito in tutte le sedi.
L’intervento finale dell’On. Flora Frate ha ulteriormente sottolineato la situazione incresciosa in cui sono costretti da anni i precari di religione.
L’insegnante di religione – ha ricordato l’On. Frate – non è un insegnante di serie B, è un professionista della scuola che riveste una funzione non solo pedagogica, ma culturale.
Occorre partire subito con un dibattito – ha detto l’esponente pentastellata – intavolando un discorso anche con la Cei. Serve una discussione a tutti i livelli: dalla Camera al Governo, passando per tute le parti in causa. La discussione ci deve essere sempre. Noi politici non possiamo mai sottrarci al confronto. Io pure sono insegnante e comprendo sino in fondo le ragioni dei docenti che chiedono di essere stabilizzati.
L’On. Frate conclude sottolineando la sua vicinanza alla procedura concorsuale proposta dallo Snadir e rinnova il suo impegno costante nei confronti dell’intera categoria dei docenti di religione, anche attraverso l’apertura di un tavolo di confronto con il governo al fine di risolvere al meglio e in maniera definitiva la situazione incresciosa che ferisce da tempo il sistema scolastico e offende la dignità di questi lavoratori della scuola.
Anche il senatore Pittoni, infine, si è detto disponibile a partecipare a un tavolo di confronto, da allestire a breve, tra tutte le parti coinvolte, a partire dalla Cei, notoriamente in disaccordo con l’ipotesi di innalzamento della quota dei docenti di religione cattolica da assumere in ruolo.
 
Professione ir - 28 marzo 2019