Per una cultura della solidarietà
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“….Credo che soprattutto gli studenti, e più in generale i giovani, abbiano finalmente recepito l’importanza di uomini come Falcone e Borsellino, di persone impegnate al di fuori delle istituzioni come Peppino impastato, oppure di religiosi come Padre Puglisi e di molti altri che costituiscono tuttora esempi di condotte coraggiose. Ognuno di noi deve quindi, con i propri limiti, cercare di seguire questi modelli nella pratica quotidiana, ma anche di diffondere ( soprattutto per coloro che hanno avuto, come me, la possibilità di conoscerli personalmente) la storia di questi uomini sottolineando un punto di vista importante, cioè che non si trattava né di santi né di eroi, ma di uomini, uomini umili che non si sentivano superuomini, ma che avevano coscienza del proprio ruolo con grande senso di responsabilità…”
(Dalla relazione del dott. Antonino Ingroia)
“…. Il sogno non è quindi il solo agente del mutamento, poiché senza l’azione diventa mera speranza. Il sogno, però, è ciò che spinge il verificarsi dell’azione, ed è per questo che bisogna coltivare l’etica della creatività e della produzione solidale, per poter spingere con le nostre mani il cambiamento. Per poter realizzare la nostra felicità.”
(Dalla relazione di Lorena Spampinato )
“… Per noi è chiaro che una scuola seria non è quella che boccia di più, ma quella che permette a tutti gli studenti di conseguire il successo scolastico. Una scuola che non lascia indietro nessuno, che dà a tutti le chiavi del sapere e della conoscenza al fine di attivarle in competenze. Una scuola che rende uguali, non facendo indossare il grembiulino, ma mettendo tutti gli studenti nelle condizioni di poter praticare la libertà, secondo il dettato Costituzionale, di istruirsi. Una scuola che valorizzi il lavoro dei docenti, riconoscendolo anche economicamente a livello di standard europei…”
(Dalla relazione del prof. Orazio Ruscica
Esaurito



